La dentatura decidua di Homo naledi: uno studio comparativo

Nel 2013, 2014 nuovi resti di ominidi sono stati scoperti nella camera Dinaledi del sistema di grotte di Rising Star in Sud Africa. Nel 2015 Berger e colleghi hanno identificato questi resti come appartenenti a una nuova specie Homo naledi (Berger et al., 2015). Successivi studi comparativi del cranio, postcrania e dentatura permanente hanno sostenuto questa affiliazione tassonomica (Harcourt-Smith et al., 2015; Kivell et al., 2015; Irish et al., 2018). I denti decidui possono offrire intuizioni uniche nell’evoluzione degli ominidi. A causa del loro esordio precoce e del rapido sviluppo, si pensa che la loro morfologia sia sotto un controllo genetico più forte e meno influenzata dall’ambiente rispetto ai denti permanenti. In questo studio abbiamo confrontato i denti decidui H. naledi dagli scavi 2013-2014 a campioni che rappresentano gran parte del clade degli ominidi tra cui Australopithecus afarensis, Australopithecus africanus, Paranthropus boisei, Paranthropus robustus, early Homo, Homo antecessor, Homo erectus s.l., Homo floresiensis, Homo Pleistocene medio, Homo neanderthalensis, Homo sapiens precoce e recente H. sapiens dall’Africa sub-sahariana. Facendo un confronto morfologico così ampio, abbiamo mirato a contestualizzare gli ominidi Dinaledi e a valutare ulteriormente la validità della loro assegnazione tassonomica. La nostra analisi dei denti decidui ha rivelato una combinazione unica di caratteristiche che rispecchiano (ma si espandono anche) che si trovano nei denti permanenti. Questo mosaico comprende un canino inferiore asimmetrico con un tubercolo distale, un primo molare superiore con un grande ipocone e epicrista associato ad una cuspola mesiale, un molare inferiore primo molare simile Paranthropus, e secondi molari superiori e inferiori che assomigliano Homo in seguito nella loro mancanza di cuspidi accessorie. La combinazione unica di caratteri dentali decidui supporta studi precedenti che assegnano H. naledi a una nuova specie, anche se la sua posizione filogenetica rispetto ad altre specie di Homo rimane ambigua.

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