Che cos’è un puritano? – di John Geree

Il carattere di un vecchio puritano inglese, o anticonformista

Il Vecchio Puritano inglese era tale, che onorava Dio sopra tutti, e sotto Dio dava a ciascuno il suo dovuto. La sua prima cura fu quella di servire Dio, e in essa egli non fece ciò che era bene ai suoi occhi, ma agli occhi di Dio, facendo della parola di Dio la regola della sua adorazione. Egli stimava molto l’ordine nella Casa di Dio: ma non sarebbe sotto il colore di che si sottomettono a riti superstiziosi, che sono superflui, e periscono nel loro uso.

Egli riveriva l’Autorità mantenendo la sua sfera: ma non durst sotto la pretesa di sottomissione alle potenze superiori, adorare Dio secondo le tradizioni degli uomini. Ha fatto coscienza di tutte le ordinanze di Dio, anche se alcuni ha stimato di più conseguenza. Era molto in preghiera; con esso ha iniziato e chiuso la giornata. E ‘ stato molto esercitato nel suo armadio, famiglia e assemblea pubblica. Egli stimava quel modo di preghiera migliore, per cui il dono di Dio, le espressioni sono state variate secondo i bisogni e le occasioni presenti, ma non ha fatto conto impostare forme illegali. Perciò in quella circostanza della chiesa egli non rigettò totalmente la liturgia, ma la corruzione di essa. Stimava che la lettura della parola fosse un’ordinanza di Dio sia in privato che in pubblico, ma non considerava la lettura come predicazione.

La parola letta stimava di più autorità, ma la parola predicata di più efficienza. Egli considerava la predicazione necessaria ora come nella Chiesa Primitiva, essendo il piacere di Dio ancora dalla stoltezza di predicare per salvare quelli che credono. Egli stimava la migliore predicazione in cui era la maggior parte di Dio, meno dell’uomo, quando vanitosi fioriture di arguzia e parole sono state declinate, e la dimostrazione dello Spirito di Dio e la potenza studiata; ma poteva distinguere tra studiato semplicità e maleducazione negligente. Egli ha rappresentato perspicuità la migliore grazia di un predicatore: E che il metodo migliore, che è stato più utile per la comprensione, affetto, e la memoria. A cui ordinariamente stimava nessuno così conducibile come quello dalla dottrina, ragione e uso.

Stimava meglio quei sermoni che si avvicinavano alla coscienza: eppure avrebbe risvegliato la coscienza degli uomini, non le loro persone disonorate. Era un uomo di buon appetito spirituale, e non poteva accontentarsi di un pasto al giorno. Un sermone pomeridiano gli piacque come un sermone del mattino. Non era soddisfatto delle preghiere senza predicare: che se mancasse a casa, avrebbe cercato all’estero: tuttavia non scoraggerebbe per assenza il suo ministro, se fosse fedele, anche se un altro potrebbe avere doni più rapidi. Una conferenza che stimava, anche se non necessaria, ma una benedizione, e avrebbe letto tale opportunità con alcuni dolori e perdita.

Il Giorno del Signore ha stimato un decreto divino, e riposare su di esso necessario, per quanto ha condotto alla santità. Era molto coscienzioso nell’osservanza di quel giorno come il giorno del mercato dell’anima. Era attento a ricordarlo, per ottenere casa e cuore in ordine per esso e quando è venuto, era studioso per migliorarlo. Redime la mattina dal sonno superfluo e veglia tutto il giorno sui suoi pensieri e parole, non solo per trattenerli dalla malvagità, ma dalla mondanità. Tutte le parti del giorno erano come santo per lui, e la sua cura è stato continuato in essa in una varietà di doveri santi: ciò che ha sentito in pubblico, ha ripetuto in privato, per stuzzicare su di sé e la famiglia. Egli ritenne oggi irragionevoli le ricreazioni lecite, e quelle illegali molto più abominevoli; eppure conosceva la libertà che Dio gli aveva dato per il necessario ristoro, che non rifiutava né abusava.

Il sacramento del battesimo che ha ricevuto durante l’infanzia, che ha guardato indietro in età per rispondere ai suoi impegni, e rivendicare i suoi privilegi. La Cena del Signore ha rappresentato parte del cibo della sua anima: a cui ha lavorato per mantenere l’appetito. Egli lo stimava un’ordinanza di comunione più vicina con Cristo, e quindi richiedeva una preparazione più esatta. La sua prima cura era nell’esame di se stesso: eppure, come atto di ufficio o di carità, aveva un occhio sugli altri. Si sforzò di far uscire lo scandaloso dalla comunione: ma non ha scacciato se stesso, perché gli scandalosi sono stati sofferti dalla negligenza degli altri. Condannò la superstizione e la vanità dei falsi digiuni del Papa, ma non trascurò l’occasione di umiliare la sua anima con il digiuno giusto. Egli aborriva la dottrina popish di opus operatum in azione. E in pratica non riposava in nessuna prestazione, ma in ciò che era fatto in spirito e verità.

Pensava che Dio avesse lasciato una regola nella sua parola per la disciplina, e quella aristocratica dagli anziani, non monarchica dai vescovi, né democratica dal popolo. La giusta disciplina egli giudicò relativa non all’essere, ma al benessere di una chiesa. Perciò stimava quelle chiese purissime dove il governo è da parte degli anziani, ma non quelle dove era altrimenti. Perfezione nelle chiese ha pensato una cosa piuttosto a desiderare, di quanto sperato. E così non si aspettava uno stato della chiesa senza tutti i difetti. Le corruzioni che erano nelle chiese pensava che il suo dovere di piangere, con sforzi di modifica: tuttavia non avrebbe separato, dove avrebbe potuto partecipare al culto, e non alla corruzione. Egli non pose santità nelle chiese, come nel tempio dei Giudei, ma le considerò convenienti come le loro sinagoghe. Li avrebbe tenuti decenti, non magnifici: sapendo che il Vangelo non richiede sfarzo esteriore.

La sua musica principale era il canto di salmi in cui, sebbene non trascurasse la melodia della voce, tuttavia si occupava principalmente di quella del cuore. Non gli piaceva la musica della chiesa come un piacere sensuale, ed era un ostacolo agli allargamenti spirituali. Ha rappresentato la sottomissione alle potenze superiori per far parte della pura religione, nonché per visitare gli orfani e le vedove: tuttavia egli distingueva tra autorità e concupiscenze di magistrati, a cui si sottometteva, ma in queste non durava essere servo degli uomini, essendo comperato a prezzo. Egli ubbidì volentieri a leggi e comandi giusti non solo per timore, ma anche per coscienza; ma rifiutò di osservare quelli che erano ingiusti, scegliendo piuttosto di obbedire a Dio che all’uomo; tuttavia il suo rifiuto fu modesto e sottomesso alle pene, a meno che non potesse ottenere indulgenza dall’autorità.

Egli è stato attento in tutte le relazioni a conoscere, e al dovere, e che con semplicità di cuore come a Cristo. Egli considerava la religione un impegno al dovere, che i migliori cristiani fossero i migliori mariti, le migliori mogli, i migliori genitori, i migliori figli, i migliori padroni, i migliori servi, i migliori magistrati, i migliori sudditi, affinché la dottrina di Dio fosse adornata, non bestemmiata.

La sua famiglia egli si sforza di fare una chiesa, sia per quanto riguarda le persone e gli esercizi, ammettendo nessuno in essa, ma come temuto Dio; e lavorando che quelli che sono stati portati in essa, potrebbe essere nato di nuovo a Dio. Benedisse la sua famiglia mattina e sera con la parola e la preghiera e si preoccupò di eseguire quelle ordinanze nella stagione migliore. Egli allevò i suoi figli nell’educazione e nell’ammonimento del Signore e comandò ai suoi servi di osservare la via del Signore. Egli istituì la disciplina nella sua famiglia, come la desiderava nella chiesa, non solo rimproverando ma limitando la viltà nella sua.

Era coscienzioso dell’equità e della pietà sapendo che l’ingiustizia è abominio e empietà. Era cauto nel promettere, ma attento nell’eseguire, contando la sua parola non meno impegno del suo legame. Era un uomo di cuore tenero, non solo per quanto riguarda il proprio peccato, ma altri miseria, senza contare misericordia arbitraria, ma un dovere necessario in cui, come ha pregato per la saggezza di dirigerlo, così ha studiato per l’allegria e la generosità di agire. Era sobrio nell’uso delle cose di questa vita, piuttosto che battere il corpo, piuttosto che coccolarlo, eppure non negò a se stesso l’uso della benedizione di Dio, per non essere ingrato, ma evitare l’eccesso per non dimenticare il Donatore. Nella sua abitudine evitò la costosità e la vanità, non superando il suo grado di civiltà, né declinando ciò che si addiceva al cristianesimo, desiderando in ogni cosa esprimere la gravità. Egli propria vita ha rappresentato una guerra, in cui Cristo era il suo capitano, le sue braccia, preghiere, e lacrime. La Croce è sua, e la sua parola perfetta, Vincent qui patitur. Egli era inamovibile in tutti i tempi, affinché coloro che in mezzo a molte opinioni hanno perso la visione della vera religione, possano tornare a lui e trovarla.

Lettore, vedendo un passaggio del suo libro contro il pedobaptismo; in cui egli paragona gli anticonformisti in Inghilterra agli anabattisti in Germania per quanto riguarda i loro aborti e il cattivo successo nei loro sforzi, fino agli ultimi anni; Mi sono commosso per la rivendicazione di quei fedeli e reverendi testimoni di Cristo, per pubblicare questo Personaggio; di che se qualcuno desidera la prova in fatto, come in materia di diritto, il margine contiene prove, sia lui consultare i loro scritti, o coloro che sono testimoni in forma a causa di età, fedeltà e conoscenza, avendo pienamente conosciuto la loro dottrina, stile di vita, scopo, fede, longanimità, amore, pazienza, persecuzione e afflizione, ecc. 2 Timoteo 3: 10, 11. E non dubito ma sarà data piena testimonianza che il loro scopo e il loro corso generale erano secondo la regola: qualche stravaganza ci sia in tutte le professioni, ma dobbiamo giudicare di una professione dalla regola che tengono avanti, e che il trasporto dei professori che è generale e ordinario.

FINISCE

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